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Come stanno le tue ossa?

Un esame semplice e veloce per prevenirne l'invecchiamento

L'esame ultrasonometrico è una tecnica totalmente indolore, convalidata scientificamente e adatta alla valutazione del rischio di frattura.

Le fratture ossee osteoporotiche costituiscono una seria minaccia per tutte le persone di età avanzata, in particolare per le donne che hanno passato la menopausa.

La riduzione della densità minerale ossea è il processo fisiologico durante il quale la matrice ossea viene lentamente persa mediante un processo degenerativo di riassorbimento e la trama del tessuto osseo assume una consistenza porosa, divenendo sempre meno resistente. Questa condizione si accompagna all'invecchiamento e alla menopausa ma rimane nascosta e silenziosa fino a quando non si verifica un episodio di frattura.

Le fratture più comuni si verificano a livello dei polsi, dell'anca e del femore; queste ultime sono le più disabilitanti. Gli incidenti avvengono spesso in ambito domestico a seguito di cadute o di deboli traumi ed hanno un forte impatto sulla vita del paziente, limitando notevolmente la mobilità e riducendo drasticamente la sua autosufficienza.

Tra il 2003 e il 2005 in Italia sono stati effettuati quasi 90.000 ricoveri all'anno (corrispondenti a 75.000 pazienti) a causa di fratture. Le donne rappresentano la maggioranza dei ricoveri in ospedale per fratture dell'anca (78,0%, n = 214.519). Tra queste, l'84,3% delle fratture (n = 180.861) si è verificata in pazienti di età superiore ai 75 anni. I costi ospedalieri sono aumentati fino a 467 milioni di euro nel 2005, mentre i costi di riabilitazione sono stati pari a 531 milioni nello stesso anno (Piscitelli P et al, Reumatismo. 2010;62(2):113-8).

Lo screening per il rischio di frattura osteoporotica assume oggi giorno un significato sempre più importante per via di una popolazione più longeva e, dunque, di un maggior numero di soggetti a rischio. Inoltre, si conoscono gli effetti delle terapie farmacologiche a base di prodotti cortisonici sulla riduzione della densità minerale ossea. Nelle donne il test per la densità minerale ossea è raccomandato dopo i 55 anni di età. La misura della resistenza ossea viene normalmente eseguita con la metodica DEXA, la tecnologia di riferimento per la misurazione della densità minerale ossea. Questo esame viene eseguito in centri ospedalieri specialistici e prevede l'esposizione a deboli fonti di radiazioni X.

L'esame ultrasonometrico rappresenta una tecnica totalmente indolore, convalidata scientificamente e adatta alla valutazione del rischio di frattura. I risultati sono forniti in tempo reale.

Questa tecnologia si basa sulla trasmissione di un fascio di ultrasuoni, totalmente innocuo, attraverso l'osso del calcagno e sul calcolo della resistenza opposta dall'osso al passaggio delle onde. Maggiore è la resistenza opposta alle ultrafrequenze e migliore è la qualità dell'osso. Al contrario, un minore effetto frenante è significativo della compromissione dell'architettura della matrice mineralizzata. 

L'esame prevede l'inserimento del piede all'interno dello strumento (a secco) ed il posizionamento delle facce del calcagno a contatto con due cuscinetti dai quali verranno rispettivamente emesse e ricevute le ultrafrequenze destinata ad attraversare l'osso del calcagno. Lo strumento fornisce due valori detti t score e z score, indicativi dello stato dell'osso. T-score  rappresenta la % di variazione rispetto al giovane adulto sano mentre Z-score  è la % di variazione rispetto a popolazione di pari età. Importante quindi che lo strumento in uso si basi su banche dati di riferimento affidabili e validate.

La nota 79 prevede il trattamento farmacologico dell'osteoporosi a carico del SSN per pazienti con rischio di frattura sufficientemente elevato da giustificare gli inevitabili rischi connessi a trattamenti di lungo termine.

Dall'analisi di studi epidemiologici di grandi dimensioni, condotti in Nord-Europa e negli USA, è stato possibile sviluppare algoritmi per una stima del rischio di frattura a 10 anni, basata sulla valutazione densitometrica (DXA) del femore o ultrasonografica in combinazione con altri fattori di rischio. Una ragionevole semplificazione dei suddetti algoritmi consente di identificare due soglie densitometriche ossee a femore o falangi, al di sotto delle quali il rischio di frattura clinica vertebrale a 10 anni sia > 10%: <-4.0 o -3.0 di T score, in relazione alla presenza o meno di ulteriori importanti fattori di rischio. Per l' applicazione della Nota 79 la valutazione della massa ossea con tecnica DXA o ad ultrasuoni deve essere fatta presso strutture pubbliche o convenzionate con il SSN.

Grazie alla rapidità di esecuzione ed alla semplicità di interpretazione dei risultati, l'ultrasonometria calcaneare rappresenta la metodologia ideale per la valutazione del rischio di frattura osteoporotica e può essere praticata in sede ambulatoriale e negli studi di medicina generale.